Come far finta di dormire: 2 motivi principali

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Come far finta di dormire è una condizione più frequente di quanto non si creda.

In questo articolo parleremo dei due motivi principali che stanno alla base del “Come far finta di dormire”.

Il primo viene associato al problema dell’insonnia e di come far finta di dormire, attraverso lo strumento dello sbadiglio, possa rientrare nelle soluzioni adoperate per combattere tale situazione.

Il secondo, invece, è l’esatto contrario. Non si utilizza il metodo del “Come far finta di dormire” con finalità di cura per il sonno, ma come stratagemma per sottrarsi a determinati momenti, detto in parole semplici: si finge di dormire per non essere interpellati o coinvolti.

Prima di procedere all’illustrazione dei due motivi principali, vorrei parlarvi di pedagogia e di come far finta di dormire sia considerata una forma di gioco.

Forse non tutti sanno che, durante l’età infantile, nello specifico intorno ai due anni, il bambino inizia a imitare quello che si manifesta nella quotidianità. Compie una serie di giochi che utilizzano lo strumento del “Fare finta”, emulando una realtà che al momento non è presente, ma che può immaginare, ipotizzare.

Bornstein chiama questo procedimento: gioco simbolico. L’infante impara a rappresentare, con l’aiuto di simboli, un mondo che non è presene in quel momento.

Le mamme e i papà che stanno leggendo, ma anche tutte le persone che da piccole hanno vissuto l’esempio che vado a descrivere, diranno “E’ vero“!

Come far finta di dormire: gioco simbolico

Ricordate gli anni d’oro della scuola materna? Quando dopo pranzo le maestre ci conducevano in una stanza e ci facevano addormentare? Il classico riposino pomeridiano. La frase che ripetevano era ed è rimasta la stessa: “Bambini, adesso ci prepariamo per un gioco: facciamo finta di dormire”.

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Non tutti cadevano in un sonno profondo, ma la maggior parte dei bambini si immedesimava nel gioco del “Come far finta di dormire” e fluttuava alla volta di Orfeo. Ci si risvegliava pimpanti e pronti a vivere altre avventure, per la gioia di mamme e nonne.

Secondo Piaget, il bambino passa dall’azione del “Come far finta di dormire” che è rivolta a sé stesso, verso un’attività di gioco che vede la stessa azione ma diretta, per esempio, ad una bambola, o altri oggetti.

Come far finta di dormire: attività educativa

Il bambino, come accennato sopra, attraverso il gioco detto simbolico, riesce a riportare l’azione sperimentata su sé stesso, come appunto addormentarsi seguendo il metodo del “come far finta di dormire”, verso qualcosa di estraneo: un amico o un gioco.

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La relazione che va ad instaurarsi è molto importante, perché alla base di quelle che poi diverranno non solo esperienze educative, ma abitudini di vita. Il bambino, infatti, attraverso il gioco simbolico, sviluppa l’immaginazione. E mediante l’imitazione, il come far finta di dormire, scopre le emozioni.

Come far finta di dormire, lo vedremo, acquisisce molti significati.

Abbiamo accennato al fatto che, come far finta di dormire sia utilizzato quale espediente per contrastare l’insonnia.

È inopinabile: la conseguenza che scaturisce, quando non riusciamo a garantirci un sonno ristorante, causa stanchezza, irritabilità e mancanza di concentrazione e forze. Questa situazione porta inevitabilmente a ricorrere alle più svariate soluzioni fai da te.

Una risposta alla mancanza di sonno ci viene da una serie di “esercizi” adoperati per ritrovarne l’equilibrio. Ma, non c’è esercizio valido senza un personal trainer d’eccezione che ci indirizzi.

A questo punto, non possiamo che entrare nello specifico del “Come far finta di dormire”, analizzando il suo principale aiutante, il personal trainer in questione: lo sbadiglio.

Sbadigliare: azione quotidiana, curiosità e origine

Vi ho accennato al nuovo istruttore di fitness notturno, il collaboratore per nomea e qualità. Uno di quelli che non riesci a dimenticare, anzi, la sua “influenza” accompagna la nostra quotidianità.

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Come far finta di dormire: proviamo a capirne di più.

Che funzione ha lo sbadiglio? Due: la prima fisiologica, la seconda sociale.

Vediamole. Quella fisiologica è il risultato dell’operazione che regola lo stato fisico. La seconda, attinente alla funzione sociale, è un metodo – potremmo dire spontaneo – utilizzato per manifestare una sensazione di noia o stanchezza.

Lo sbadiglio, perciò, è diverso a seconda di determinate componenti. Se nelle uscite serali con il vostro partner, siete stati vittima di sbadiglio o, peggio ancora, vi è sembrato di causarne, non temete. Non sempre è indice di noia. Potrebbe aver contribuito un innocente senso di acquolina in bocca. La prossima volta, attrezzatevi con snack e dolcetti.

Pensateci: non vi è mai capitato di ricorrere alla tecnica dello sbadiglio per stapparvi le orecchie dopo essere saliti sulla cima altissima (e Levissima) di una montagna?

E ancora: appena alzati, al mattino, non vi esce immediato uno sbadiglio con relativo stiracchiamento? Per non parlare della sera, quando ancora i piedi sono fuori dal letto, ma lo sbadiglio persevera imperterrito!

Sono sicura che se mi vedeste in questo momento, imitereste il mio gesto. Perché, mentre rifletto sull’argomento oggetto dell’articolo, lo sbadiglio è immediato. E poiché la sua azione è contagiosa, sono sicura che anche voi, tra poco, porterete la mano alla bocca.

E non coinvolge solo noi homo sapiens.

Anche gli animali, nello specifico i vertebrati, sono “sbadigliatori” nati! La mia micina, per esempio, quando si accoccola a ciambella vicino al pc, mi guarda con occhi innamorati – facendomi sciogliere dall’emozione – per poi regalarmi uno sbadiglio di tutto conto!

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Come far finta di dormire: cos’è nello specifico, lo sbadiglio?

L’operazione dello sbadigliare è un movimento spontaneo (non volontario) che coordina diversi muscoli. In verità, si sostiene che lo sbadiglio non sia del tutto involontario perché una parte del suo “operare” è controllata dall’ipotalamo per mezzo dei neurotrasmettitori.

Durante l’inspirazione, l’aria passa attraverso la bocca (che in effetti è spalancata), si contraggono i muscoli del viso e la glottide si alza dirigendo l’aria all’interno della trachea. A questo punto si solleva la cassa toracica e si distende il diaframma.

Poi, segue l’atto dell’espirare, durante il quale l’aria incanalata viene espulsa.

Come far finta di dormire: sbadigliare è contagioso.

Alla New York State University, lo psicologo evoluzionista Gordon Gallup ha sottolineato come le persone assoggettate allo sbadiglio, attraverso l’osservazione, riescano a intendere meglio i pensieri degli altri. Chi è spettatore di uno sbadiglio permette ad alcune aree del cervello di sviluppare la famosa “intuizione”.

Lo sbadiglio, dunque, è maestro di autoconsapevolezza. Infatti, chi osserva lo sbadiglio, non solo aumenta la capacità di auto-percezione di sé stesso, ma gli è possibile percepire lo stato d’animo degli altri.

Una curiosità: i bambini non sono “contagiati” dallo sbadiglio. Questi, difatti, insorge dopo i due anni, età in cui i piccoli iniziano a identificarsi allo specchio.

Come far finta di dormire: a cosa serve sbadigliare?

Da quello che abbiamo potuto carpire, lo sbadiglio, per assurdo che sia, riesce a contagiare, influenzare gli altri, i quali a loro volta, involontariamente, vedono nascere uno sbadiglio di riflesso.

Lo stesso si può dire del nostro corpo. Anch’egli può influenzare le emozioni.

Fateci caso: quando siamo impegnati in qualche attività, per esempio mentre consultiamo il telefonino, e per coincidenza “caschiamo” su un video divertente, subito sorridiamo, sentendoci un po’ più rasserenati. E magari – almeno a me è capitato – in quel preciso momento, tutto avremmo pensato tranne che a ridere.

Lo stesso vale per lo sbadiglio. Se ci soffermiamo un attimo e incominciamo a fare degli sbadigli “per finta”, il nostro corpo inizierà a porsi delle domande. Sarà convinto che è giunta l’ora per andare a letto. In pratica: lo freghiamo!

Come far finta di dormire: siamo giunti al nocciolo del problema, o meglio, della soluzione.

Tempo fa, ho letto di uno specialista in neuroscienze, un famoso coach per lo sviluppo sia personale che professionale, Mark Waldman, che attraverso una tecnica – riconosciuta a livello scientifico – ci insegna l’arte dell’addormentarci. Che rimanga tra noi: io l’ho utilizzata in quei momenti dove la necessità di una pausa valeva quanto un’ora di sonno. E vi dirò, mi ha sorpresa positivamente!

Da dove partire? Matita, un foglio di carta e via!

Quello che dovete fare è semplice, se ci sono riuscita io, potete farcela anche voi.

Come fare finta di dormire diventerà la vostra terapia risolutiva.

Innanzitutto, dovete mettere il freno a mano e riflettere sul vostro respiro. Sì, avete capito.

Sedetevi, sdraiatevi, insomma mettetevi come vi pare, ma iniziate ad esaminare il vostro respiro. Come lo percepite? Profondo, leggero, lungo, libero? Dove vi nasce? Nell’addome, narici, bocca?

Fatto? Perfetto. Ora ponetevi una domanda: come vi sentite? Sul pezzetto di carta, riportate – basandovi sul solito livello da triage ospedaliero, da 1 a 10 – il grado di stress che avete percepito mentre cercavate di sentire il vostro respiro.

Fase uno completata. Ora passiamo al vero e proprio esercizio.

Come far finta di dormire: fase due, lo sbadiglio ingannatore.

Provate a fingere qualche sbadiglio e cercate di carpire la sensazione che vi abita. Ora iniziate a fare proprio tre sbadigli veri, determinati, ricordandovi di effettuare una sosta tra uno sbadiglio e il successivo.

Riflettete: cosa provate? L’esercizio che state svolgendo come si ripercuote sul vostro corpo e mente? Avete notato nulla? Come prima, riportate nel solito livello da 1 a 10, la tensione (il famigerato stress) che provate mentre studiate il vostro respiro.

Avete completato l’esercizio. Vi chiederete dov’è la fregatura. Beh, non ce n’è. Come far finta di dormire attraverso l’esame del proprio respiro e del finto sbadiglio, se adoperata nel tempo, è un’ottima tecnica.

Non lo dico io, ma studi scientifici. Ricorrere allo sbadiglio, al come far finta di dormire, ha dimostrato una riduzione di ansia superiore a molte altre tecniche. E non dimentichiamo che l’ansia è il primo serial killer del sonno.

Volete saperne di più?

Studi specifici di settore, quelli delle neuroscienze, hanno rivelato come lo stress e tutta la company al seguito (depressione, stati di ansia, malattia, stanchezza, affaticamento psico-fisico) generino – come conseguenza – al nostro cervello un riscaldamento “effetto serra”.

Un esempio eclatante è la rabbia. Quando sale, diventiamo paonazzi, la testa sembra esplodere. In quel momento non è poi così difficile immaginare un vulcano eruttare dai nostri capelli! Perfetto. Il Vesuvio che portiamo come cappello ci impedisce di ragionare. Non ditemi che sbaglio!

Lo stesso risultato lo provocano lo stress e l’ansia. Eh già. Aumentano la temperatura del nostro povero “brain” – direbbero gli amici d’oltremanica – e tale situazione causa un incremento dell’attività dei lobi frontali.

Di certo avere un Vesuvio come cappello, dentro al quale ritroviamo pure l’Etna, non è ottimale come terapia di vita.

Non so voi, ma a me non garberebbe affatto!

Come far finta di dormire, nella sua formula vincente del finto sbadiglio, può aiutarci. Sbadigliare, infatti, fa crescere il flusso sanguigno nel cervello, riducendo l’elevata attività dei neuroni del nostro “brain”.

Caspita! Chi l’avrebbe mai detto. Come far finta di dormire diviene un mental coach!

E più sbadigliamo, più incrementiamo il flusso del sangue. Raffreddando il computer centrale, permettiamo a noi stessi di ritrovare equilibrio e relax.

Come far finta di dormire: lo sbadiglio rifornisce il cervello di ossigeno.

Lo abbiamo imparato: lo sbadiglio immette aria raffreddando il nostro “mental pc”. In questo modo non solo si rilassa, ma lavora con più efficacia. E se volessimo essere più tecnici, potremmo dire che l’aria inalata crea un allentamento dei muscoli del volto, permettendo quell’incremento d’afflusso sanguigno intorno al cervello necessario al mantenimento della temperatura del nostro corpo.

Vi sembra poco?!

Non è tutto. Studi recenti hanno svelato un’altra qualità dello sbadiglio: il miglioramento della frequenza delle pulsazioni cardiache.

Come far finta di dormire attraverso lo sbadiglio, abbinata a un po’ di sano stretching, è una tra le più autorevoli cure a cui accedere senza porci remore.

Da oggi potremmo utilizzarla più spesso. Seguendo gli step riportati sopra, riconquistare momenti di relax e distensione mentale – soprattutto in quei periodi di forte stress emotivo e fisico – diventerà abitudine alla quale sarà difficile rinunciare.

Secondo motivo principale: fuggire dalle situazioni

Quando mi hanno incaricato di scrivere un articolo sul “come far finta di dormire”, subito, ho pensato a tutti quei contesti in cui avrei fatto volentieri finta di appisolarmi per non doverli affrontare. Vi potrei fare molti esempi. Ve ne racconterò uno: quello che ha riguardato l’arrivo imprevisto di Ernestina, l’amica di mia madre.

La nonnina in questione stava affrontando una particolare tensione emotiva, la ristrutturazione della casa, e cercava alloggio fino al completamento degli interni.

Non vi dico! Potete immaginare l’euforia di mia mamma, allora già ultraottantenne. Unica amica, unico modo per evadere dalla routine. Il problema è che l’euforia, la vicinanza di una coetanea che per anni poteva ascoltare solo al telefono, hanno “ravvivato” fisicamente e mentalmente la mia generatrice, facendole dimenticare i mille acciacchi che, quotidianamente, mi elencava.

Ogni sera era un delirio: dovevo scarrozzarle a destra e sinistra, in tour perenne, per far vedere ad Ernestina – “non sia mai che se ne vada senza aver ammirato le nostre meraviglie” proferiva mia mamma – tutto quello che una città può offrire.

Tornavo derelitta dall’ufficio e mi trasformavo in guida turistica per nonnine. Cosa volere di più dalla vita (non rispondetemi un Lucano, vi prego)?

Come far finta di dormire è stato un rimedio improvvisato ma funzionale. Vi elenco il mio “piano di battaglia”.

I passi da seguire.

  • La posizione
  • La postura
  • Il respiro
  • Strategie varie e sparse

Per far credere a chi vi sta vicino che siete la reincarnazione della bella addormentata nel bosco (senza bosco), dovete innanzitutto scegliere la posizione giusta. Sembra scontato, ma non lo è.

Il metodo del come far finta di dormire segue la spontaneità, questo significa che dovete assumere posizioni usuali al vostro modo di dormire. Se volete che l’escamotage funzioni e vi aiuti nell’impresa, le vostre strategie non devono apparire finte, appunto.

A seconda del vostro “dolce dormire” trovatevi il luogo adatto (stanza da letto, divano, sdraio, vedete voi) e la posizione più vero somigliante a quella che avreste, se steste dormendo per davvero. Un suggerimento flash: evitate la pancia in giù se siete abituati a spaparanzarti supini.

L’ho provato sulla mia pelle. Mi ero messa prona (pancia in giù), convinta che la posizione scelta schermasse anche lo sguardo. Si è rivelato un fallimento. Il respiro era diverso e cambiarlo era impossibile, non ero comoda e ogni tanto, pur non accorgendomene, mi muovevo. Per stringere: mi hanno sgamato!

Come far finta di dormire: la postura.

Altro punto fondamentale. Mettetevi comodi, nella posizione a cui ricorrete mentre dormite. Se rientrate in quella categoria di contorsionisti che dormono appollaiati sul filo o a testa in giù come i pipistrelli, abbandonate l’idea. Un conto è assumere certe pose dormendo per davvero, un altro è fingerle. Cadreste dal trespolo in un nano secondo o vi si intorpidirebbe il corpo, e addio!

Anche questo suggerimento nasce da esperienza sul campo. Credetemi!

Come far finta di dormire, terzo step: il respiro.

Chi dorme emette dei suoni tipici. Il respiro è lento – tranne durante la proiezione di un incubo – a volte capita che escano strani buffetti, altre invece veri e propri rumori (il russare creativo).

Cercate di mantenere il respiro calmo, profondo, e costante. Se siete dei “russatori” nati, potreste cimentarvi in qualche respiro più “sonoro”, ma non esagerate che poi si accorgono! Evitate anche di soffiare troppo forte. I tornado non funzionano mai.

Se invece, volete fingere di essere nel bel mezzo di un sogno, ogni tanto sorridete, sembrerà proprio che state vivendo un’avventura dalla quale sarebbe un peccato svegliarvi.

Caso contrario, non fingete mai di vivere un incubo. Vi sveglierebbero! Avevo adottato quest’idea, fingendo un sogno tormentato. Mia mamma: “Poveretta, chissà che brutto sogno. Svegliamola!” A questo punto, gomitate, spinte, urla.

Quarto ed ultimo punto: le strategie varie e sparse.

A cosa afferiscono? Beh, sinceramente sono tutte quelle forme di creatività da non adottare.

Prendiamo gli occhi, per esempio. Ovvio che li dovete tenere chiusi. Ma attenti, quando si finge, si tende a strizzarli troppo, rischiando di farci scoprire. Dovete, al contrario, lasciarli rilassati. E guardate in basso, eviterete che le vostre palpebre si spostino.

Ogni tanto, senza farvi accorgere, cercate di spiare a che punto è la situazione. Non vorrete fingere per tutta sera!

Altra strategia: come reagire se cercano di svegliarvi.

Può capitare, come è successo a me, che pur credendovi nel mondo dei sogni, compiano un tentativo per svegliarvi.

Se vi si avvicinano e vi muovono, restate nella vostra posizione. Tutt’al più potete muovere lentamente un piede, una mano, come fareste nel bel mezzo della notte. Modulate anche il respiro. Se ci pensate, quando uno dorme e attorno a lui si presenta un rumore, il respiro tende a sussultare per un breve momento con un sospiro. Imitatelo.

Non esagerate, però, nella vostra esibizione. O quello che otterrete sarà d’essere sgamati, di nuovo.

Esiste poi la non rara possibilità che qualcuno, pensando che voi vogliate svignarvela dal contesto, cerchi un trucco per ridestarvi dal mondo dei sogni (presunti).

Come far finta di dormire, qual è il trucco? Detto fatto: soffiare sulle narici o spintonare.

In entrambi i casi resistete, ne va della vostra salute fisica e mentale! Se aprite gli occhi, dovete affrontare situazioni e persone.

Come far finta di dormire: cosa fare se soffiano.

Cercate di restare tranquilli, rileggetevi lo step che illustra come controllare il respiro, muovete qualche arto, giusto per dare l’idea che state dormendo ma che non siete un cadavere, e continuate nella vostra missione.

Come far finta di dormire: cosa fare se spintonano.

Beh, dipende. Se cadete dal letto o dal posto in cui vi siete messi, c’è poco da fare. Potete, al massimo, alzarvi e sbraitare contro chi vi ha riservato modi poco educati.

Ma se il colpo inferto è leggero, potete, anche in questo caso, muovere un braccio o una mano, un piede, magari anche cambiare la posizione, fare dei respiri più profondi e brevi (dando l’idea che sì, vi siete accorti che qualcosa intorno a voi sta accadendo, ma il vostro viaggio verso Orfeo prosegue) e continuate a dormire.

Questo è tutto.

Ah no, dimenticavo! Come far finta di dormire può agevolare il sonno per davvero. Ma a questo punto, non sarebbe un problema!

Seguitemi per altre esilaranti avventure, e perché no, consigli.

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Come far finta di dormire: 2 motivi principali
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Come far finta di dormire: 2 motivi principali
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Come far finta di dormire è una condizione più frequente di quanto non si creda. In questo articolo parleremo dei due motivi principali
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