La sonnolenza del narcotizzato spiegata in 5 minuti

La sonnolenza del narcotizzato

Per spiegarvi cos’è la sonnolenza del narcotizzato inizieremo a illustrate cos’è innanzitutto la sedazione profonda, o narcosi.

La sonnolenza del narcotizzato, o narcosi è una condizione dicono molto profondo ma indotto da sedativi o anche da anestetici.

La sonnolenza del narcotizzato e la sedazione profonda.

La sedazione profonda è una condizione indotta da farmaci, possiamo anche definirla una sorta di sonno artificiale in cui la sensazione di tranquillità e relax assoluta tipica del momento del sonno è indotta.
Perchè la sonnolenza del narcotizzato e la sedazione vengono fatte?

la sonnolenza del narcotizzato cruciverba 3

Gli obiettivi di indurre la sonnolenza del narcotizzato e la sedazione profonda sono quelli di eliminare il dolore per e rendere più tollerabile e sopportabili ad esempio indagini diagnostiche o procedure terapeutiche. La sedazione infatti migliora la collaborazione del paziente, soprattutto se inizialmente non collaborativo.

Come si ottiene la sonnolenza del narcotizzato?

Questa condizione viene ottenuta con la somministrazione via endovenosa di farmaci sedativo-ipnotici, e analgesici. In questo stato si rimane immobili, respirando spontaneamente e non si avverte il dolore o il fastidio del trattamento a cui ci si sta sottoponendo.

la sonnolenza del narcotizzato cruciverba 3

La sonnolenza del narcotizzato dura solo il tempo necessario per il trattamento, alla fine del quale si è subito sveglia, anche se è necessario un pò di tempo per recuperare completamente tutte le funzioni cognitive.

Chi esegue la sedazione e provoca la sonnolenza del narcotizzato?

Anche se apparentemente semplice la procedura deve necessariamente essere eseguita da personale qualificato come lo è l’anestesista anche perchè possono sorgere delle complicazioni come:

  • broncospasmo
  • reazioni allergiche
  • Problemi cardio-respiratori
  • apnea
  • arresto respiratorio e/o cardiaco
  • dolore nel punto di iniezione
  • tromboflebiti

Nella sonnolenza del narcotizzato per ridurre al minimo tali rischi, se eterminate condizioni e la storia clinica del paziente lo rendono necessario, può essere utile essere in possesso di recenti esami ematici e anche di un elettrocardiogramma.

la sonnolenza del narcotizzato cruciverba 3

Ci sono delle norme di comportamento e dei suggerimenti che possono aiutare sia il paziente che i medici a evitare contrattempi, disagi o piccoli errori che potrebbero complicare sia le procedure di sedazione che quelle d risveglio con recupero delle attività cognitive.

Ad esempio si consiglia di non assumere cibi o bevande nelle sei ore precedenti la sonnolenza del narcotizzato ed è consigliabile concludere la sedazione con una giornata di assoluto riposo, evitando di assumere alcool o eccitanti come il caffè.

E’ importante tenere presente che, anche dopo la sonnolenza del narcotizzato, quindi una semplice sedazione, i riflessi potrebbero subire dei piccoli rallentamenti, quindi è sconsigliato mettersi alla guida o utilizzare macchinari potenzialmente pericolosi.

Meglio anche dopo aver sperimentato la sonnolenza del narcotizzato non fare lavori impegnativi o prendere decisioni importanti soprattutto nelle 24 ore successive alla sedazione, inoltre una volta abbandonata la sonnolenza del narcotizzato, il paziente potrà lasciare l’ambulatorio solo se accompagnato da un’altra persona.

C’è un’alternativa alla sedazione?

L’ansia e la soglia del dolore sono molto soggettive, quindi è quasi impossibile provvedere a priori il livello di sedazione migliore per ciascun paziente, ma le alternative sono o di procedere senza la sonnolenza del narcotizzato oppure applicarla ma leggermente.

la sonnolenza del narcotizzato cruciverba 4

Anche perchè i sedativi non agiscono su tutto il cervello ma solo su una specifica area, l’ipotalamo che è la stessa che innesca i processi che portano al sonno profondo, soprattutto dopo un periodo di deprivazione.

Attraverso molti studi è ormai chiaro come funzionano alcuni meccanismi chiave del sonno e quindi anche della sonnolenza del narcotizzato, e sono molto utili per la ricerca, non solo farmacologica.

La sonnolenza del narcotizzato e il cervello.

La sedazione è stata appurata dopo che degli studi hanno scoperto che, dopo un periodo di deprivazione del sonno, il cervello attua un processo che provoca un sonno profondo di recupero.

Nel caso della sonnolenza del narcotizzato, si utilizzano sedativi, che innescano un processo molto simile. Finora si pensava che tale condizione si verificasse in modo generalizzato nel cervello, invece è coinvolta un’area cerebrale specifica.

Se un individuo non dorme per un lungo periodo il suo organismo si spegne e i narcotici agiscono allo stesso modo inducendo la sonnolenza del narcotizzato.

I sedativi agiscono sui neuroni è per questo che lo stato d’incoscienza sia nel caso del sonno ristoratore che durante la sedazione, sono molto simili. In alcuni studi sui topi si sono utilizzati dei sistemi di etichettatura genetica.

In modo tale da marcare i neuroni che vengono attivati durante la sedazione e durante il sonno di recupero, in seguito quei neuroni sono stati stimolati con un leggero sedativo che agisce su alcuni specifici recettori e si è riuscito nell’intento di provocare il sonno di recupero.

Questo risultato è importante perchè chiarisce l’esistenza di un meccanismo comune a sonno di recupero e sonnolenza del narcotizzato durante la sedazione, e potrebbe essere utile nel campo della ricerca farmacologica sia di sonniferi che di sedativi.

La mancanza di sonno: un problema serio per molte persone.

Chi sta attraversando un forte periodo di stress, magari con un orario tieni, che comprende anche quelli notturni, subiscono notevoli conseguenze sia sulla salute fisica che su quella mentale, e nonostante l’efficacia dei sedativi, per ora non esiste molecola che riesca a provocare un sonno riposante come quello naturale.

Rischi della sonnolenza del narcotizzato continua.

Le benzodiazepine utilizzate per sedare possono, se usate abitualmente, causare o peggiorare uno stato depressivo, soprattutto in caso di un utilizzo prolungato o di una brusca interruzione del consumo dopo un’assunzione che perdurava da tempo.

Inoltre possono anche manifestarsi degli stati d’ansia, limitazioni cognitive a lungo termine, o anche attacchi di panico, o addirittura, insonnia e stati di eccitazione e di iperattività, per questo i farmaci di questo tipo sono prescritti solamente sotto stretto controllo medico e in casi di estrema necessità.

Anche perchè, come dicevamo in precedenza, la sonnolenza del narcotizzato può provocare reazioni diverse a seconda dei soggetti e ad esempio, il consumo combinato di altre sostanze come l’alcol aumenta di molto i rischi.

Questi rischi aumentano con l’età, infatti iper gli anziani gli effetti di queste sostanze durano più a lungo poiché il corpo impiega più tempo a smaltirli. Inoltre,più si va il là con l’età e più si diventa sensibili agli effetti sedativi.

Tra le possibili conseguenze della sonnolenza del narcotizzato, se protratta nel tempo e meglio anziani, vanno da stati confusionali, amnesie, possibili cadute, deficit di mobilità, di attenzione, incontinenza e malessere generale.

La sonnolenza del narcotizzato e le dipendenze.

In caso di assunzione prolungata di benzodiazepine e quindi dello stato di sonno indotto, questi farmaci creano dipendenza.

Si possono avere disturbi leggeri, moderati e gravi con sintomi a livello cognitivo, comportamentale e anche fisico, come per esempio:

  • fatica a controllare il consumo del farmaco
  • difficoltà a interrompere il farmaco seppur cosciente degli effetti negativi che provoca
  • tolleranza aumentata al farmaco e conseguente aumento del dosaggio
  • sintomi di astinenza con effetto rebound

Tuttavia ci sono persone che riescono a fare a meno delle benzodiazepine senza alcuna difficoltà, anche se le hanno assunte per avariato tempo, altre invece fanno veramente molta fatica. Tra i possibili sintomi da astinenza troviamo:

  • ansia
  • irritabilità
  • Insonnia
  • Emicrania
  • sensibilità alla luce e ai rumori
  • formicolio
  • vertigini
  • difficoltà di concentrazione

Le probabilità che subentrino sintomi da astinenza sono elevati in caso di assunzione protratta nel tempo in cui si è sempre dormito provocando la sonnolenza del narcotizzato, soprattutto se il dosaggio era particolarmente elevato.

La sonnolenza del narcotizzato, la sospensione dei farmaci e l’effetto rebound.

Interrompendo il consumo di benzodiazepine, anche solo per un breve periodo di tempo, bisogna prevedere manifestazioni di difficoltà ad addormentarsi, stati d’ansia o simili.

Sintomi che somigliano smolto ai disturbi che hanno dato origine alla terapia, e che possono spingere i pazienti a ricominciare ad assumere il farmaco, soprattutto se non sono correttamente informati di questi possibili effetti collaterali, questo è il cosiddetto effetto rebound.

La sonnolenza del narcotizzato e la gravidanza.

Le benzodiazepine possono attraversare la placenta.

Esistono dei rischi per feto e neonato durante il seguito della gravidanza e anche alla nascita e durante l’allattamento se si assumono benzodiazepiine per indurre la sonnolenza del narcotizzato (come ad esempio sonnolenza, depressione respiratoria, suzione debole).

Ma studi nelle fasi iniziali della gravidanza, hanno dato risultati contrastanti.

La sonnolenza del narcotizzato e la circolazione stradale anche se dopo una sedazione ci si riprende abbastanza velocemente, le benzodiazepine limitano la capacità di guidare e di lavorare su macchinari e il rischio di incidenti aumenta esponenzialmente se si consumano alcolici allo stesso tempo con sonniferi.

La sonnolenza del narcotizzato una curiosità da cruciverba.

Nei cruciverba e nelle parole crociate è uno dei quesiti che trova maggiore difficoltà come soluzione e nel finire qualsiasi tipo di gioco enigmistico troverai varie risposte e parole simili o sinonimi per completare il tuo cruciverba, ma non essendo di uso così comune a volte creeranno alcune difficoltà nel finire il gioco enigmistico.

Per chiudere con un pò di leggerezza un articolo che ha trattato un argomento un pò delicato come la sonnolenza del narcotizzato vogliamo riportare qui alcune casistiche per la sonnolenza del narcotizzato cruciverba.

La sonnolenza del narcotizzato cruciverba e possibili soluzioni.

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Conclusioni.

Con questo articolo abbiamo voluto dare una panoramica generale sulla sonnolenza del narcotizzato, da cosa e perchè viene innescata, della differenza dal sonno naturale e anche delle similitudini ad esso correlate.

Inoltre abbiamo approfondito l’uso e il meccanismo di funzionamento di narcotici e benzodiazepine elencando anche pro e contro di queste sostanze e di come vengono utilizzate e dei loro effetti anche a seconda delle fasce d’età prese in considerazione.

Abbiamo deciso di concludere stemperando un pò un’argomento che può essere delicato come la sonnolenza del narcotizzato, con una serie di sinonimi del termine sonnolenza che spesso appaiono nei cruciverba.

Speriamo di avervi chiarito cosa c’è dietro questo argomento e come sempre vi invitiamo per qualsiasi dubbio a parlare con il vostro medico di base.

Infatti il vostro medico di base da che ad esempio le benzodiazepine utilizzate per sedare possono, se usate abitualmente, causare o peggiorare anche uno stato depressivo.

Soprattutto in caso di un utilizzo prolungato o di una brusca interruzione del consumo dopo un’assunzione continua al posto di migliorare la situazione potrebbe peggiorarla.

Inoltre possono anche manifestarsi degli stati d’ansia o anche attacchi di panico, o addirittura, insonnia e stati di eccitazione o di iperattività, per questo i farmaci di questo tipo sono prescritti solamente sotto stretto controllo medico e in casi di estrema necessità e non bisogna mai ricorrere al fai da te o ad aggiungere farmaci senza un consulto medico appropriato e soprattutto continuo.

Da ricordare!

L’importanza di prendere sul serio una situazione del genere è assolutamente necessario e non vanno tralasciati i particolari e nessuna informazione che può essere utile a valutare la situazione in cui si trova il paziente.

Salvaguardarne sia la salute fisica che quella mentale, entrambe fondamentali per il benessere e la salute complessiva dell’organismo.

Ora ne sapete sicuramente di più su questa tipologia di sedazione e su cosa comporta la sua attuazione e tutte le informazioni e procedure che ci sono alle sue spalle e perchè va attuata con molta attenzione e solamente da personale qualificato e sotto stretto controllo del medico curante e degli specialisti.

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