Malattia del sonno: le 2 più famose

malattia del sonno

La malattia del sonno, denominata in termini scientifici Tripanosomiasi, è una malattia maggiormente diffuse nelle zone equatoriale dell’Africa. La tempestività nella diagnosi e nella cura di questa malattia è molto importante per evitare danni permanenti soprattutto al cervello.

La malattia del sonno è causata dal parassita della specie Tripanosoma brucei. Gli esseri umani possono essere colpiti da ben due sotto specie di questo parassita: il Trypanosoma brucei gambiense o T.b.g. e il Trypanosoma brucei rhodesiense o T.b.r.

Secondo quanto riportato nell’Enciclopedia Treccani, i primi a fare cenno di questa malattia furono John Atkins nel 1793 e, più approfonditamente, T. Winterbottom. Fu quest’ultimo che, nel 1803, fornì la prima documentazione clinica specifica circa questa malattia dopo averla osservata lungo le coste occidentali dell’Africa.

Fu dopo una serie di osservazioni che nel 1902 si arrivò alla scoperta del fattore scatenante della malattia del sonno, il Tr. Gambiense grazie a A. Castellani. Questo parassita era già stato isolato da J.E. Dutton ma non associato alla malattia.

È importante notare anche come la politica imperialista e coloniale del Regno Unito, e non solo, portò molti ricercatori e medici inglesi (e non solo) a studiare la malattia e a recarsi sul posto per studiarla da vicino.

L’epidemia da malattia del sonno è avvenuta per ben 4 volte in Africa seppur il continente africano ne soffra costantemente. Dal 1896 fino al 2008 si annoverano, a periodi alterni, 4 ondate di malattia del sonno in Uganda, Congo e nel resto dei paesi Africani.

La malattia del sonno

 La Tripanosomiasi prendere il nome dal parassita, dotato di flagello, che lo compone: il Trypanosoma brucei.

la malattia del sonno

Le due varianti della malattia del sonno si sono diffuse in due zone differenti dell’Africa e presentano complessità differenti.

Le varianti differiscono per via del parassita che, in quella che affligge il sistema nervoso centrale, è il Trypanosoma brucei rhodesiense; l’altra, quella definita “del Gambia”, è causata dal Tripanosoma brucei gambiense.

La malattia del sonno causata dal Trypanosoma brucei rhodesiense è diffusa nell’Africa orientale. Il morso della mosca tse-tse è il veicolo di trasmissione della malattia che, in questo stadio, provoca velocemente problemi a livello neurologico in chi è stato punto dall’insetto.

Per quando riguarda la variante del Gambia, questa è diffusa nell’Africa Occidentale e Centrale. I sintomi possono anche non comparire subito ma dopo anni, infatti si può parlare anche di Tripanosomiasi cronica.

 Attenzione però! La malattia del sonno non viene trasmessa solamente tramite il morso della mosca tse-tse (che dopo aver punto un soggetto infetto, si “appropria del protozoo” e lo diffonde in altri soggetti). La malattia del sonno può essere veicolata anche tramite rapporti sessuali, sangue infetto e tramite trasmissione verticale tra madre-figlio.

 I numeri di morti e di contagi legati alla malattia del sonno sono molto elevati. Alcune stime riportano un numero di contagi, annuali, che si aggira intorno ai 50/70 mila soggetti infetti nel territorio africano. Nel 2008 si attesta anche un’epidemia da Tripanosomiasi che ha colpito e ucciso 48.000 persone in Africa.

Malattia del sonno sintomi

I sintomi della malattia del sonno possono essere diversi e di gravità differenti. Nella prima fase della malattia, denominata emolinfatica, si assistono a sintomi quali febbre, ingrossamento dei linfonodi del collo, dolori articolari, disfunzioni renali e alterazioni a livello cardiaco.

malattia del sonno in italia

La prima fase di questa malattia non risulta essere molto dannosa a meno che la diagnosi venga fatta tempestivamente. Il motivo per il quale bisogna accertarsi subito di che malattia si tratta è per via della seconda fase della malattia del sonno.

Di solito i primi sintomi compaiono dopo 3-4 settimane dalla puntura della mosca tse-tse, agente trasmettitore del virus. Una volta che il soggetto infetto entra nella seconda fase della malattia, denominata neurologica, il quadro medico si complica.

È il momento in cui si entra nel “vivo” della malattia del sonno perché il soggetto infetto inizia ad avvertire sonnolenza, apatia, alterazioni dell’umore, ansia, letargia e cachessia.

La fase neurologica della malattia del sonno è molto grave perché può portare ad un vero e proprio stato di coma.

Una diagnosi veloce è il modo migliore per evitare danni permanenti a livello neurologico. Il parassita Tripanosoma brucei una volta arrivato nel cervello, colpisce e distrugge un sacco di cellule.

Allo stesso momento, anche il nostro organismo, in contrattacco, nel distruggere le cellule nemiche, colpisce anche le proprie. Questo comporta un grave danno a livello neurologico.

Ma qual è la causa della malattia del sonno? Negli anni, quanti infetti ci sono stati, in Africa e nel resto del mondo?

Quali sono le cure per la mattia del sonno e come si può prevenire questa malattia?

I medicinali che sono stati prodotti per la cura della malattia del sonno sono diversi e si differenziano in base allo stadio di gravità della malattia.

malattia del sonno sintomi

Se la malattia del sonno non ha attaccato il sistema nervoso centrale, la terapia adatta è a base medicinali quali pentamidina per T. b. gambiense e suramina per T. b. rhodesiense.

Al contrario, se è stata rilevata la presenza del parassita nel cervello, bisogna assumere eflornitina o melarsoprol per T. b. gambiense; melarsoprol per T. b. rhodesiense.

Tuttavia, siccome questa malattia è poco diffusa in territori diversi da quello africano, gli studi circa lo sviluppo di nuovi medicinali scarseggia.

Le ricerche condotte sulla malattia del sonno e lo sviluppo delle terapie sopra indicate, risalgono al secolo scorso e andrebbero aggiornate. Si necessiterebbe di nuovi studi proprio perché alcuni medicinali comportano effetti collaterali molto seri.

Ad esempio, la Suramina comporta effetti collatareli alle vie urinarie e reazioni allergiche. Tra gli effetti collaterali del Melarsoprol si ritrova, invece, l’encefalopatia reattiva (questo medicinale è un derivato dell’arsenico).

Nella speranza che questa malattia scompaia nel tempo, bisogna comunque impegnarsi per prevenirla. Attraverso monitoraggi costanti in materia di diffusione della mosca tse-tse, si cerca infatti di controllare la diffusione di questo parassita.

Infatti sono state avviate varie campagne per ridurre il numero di questo tipo di mosche per minimizzare la diffusione della malattia del sonno.

La malattia del sonno in Italia: la narcolessia

La malattia del sonno in Italia esiste, ma non la stessa di quella africana. Se nel territorio africano si parla di Tripanosomiasi, definita anche malattia del sonno, in Italia esiste anche un altro disturbo legato al sonno. La malattia del sonno africana non si è diffusa a macchia d’olio in Italia.

la malattia del sonno 1

Al contrario, in Italia si parla di narcolessia, una malattia del tutto diversa dalla Tripanosomiasi ma che interessa comunque il mondo della neurologia.

La narcolessia è un vero e proprio disturbo neurologico e la sua diagnosi può essere fatta solamente da uno specialista in disturbi del sonno.

Un soggetto affetto da narcolessia tende ad avere sempre sonno durante il giorno e ad addormentarsi mentre mangia, lavora o parla. La narcolessia causa anche mancanza di controllo nei muscoli e allucinazioni. La principale causa della narcolessia è il mancato equilibrio tra la fase REM e NREM.

La malattia del sonno in Italia (la narcolessia) è poco diffusa e può interessare sia donne che uomini. Una diagnosi tempestiva riguardo questa malattia tende a scarseggiare. Essendo una malattia legata al sonno, spesso si tende a confonderla con pigrizia e svogliatezza, soprattutto nei soggetti più giovani.

L’età media dei soggetti narcolettici va dai 25 ai 40 anni, anche se la malattia può presentarsi prima. Bisogna prestare attenzione ad atteggiamenti insoliti di chi tende ad addormentarsi troppo facilmente. Un campanello d’allarme può essere, infatti, l’addormentarsi a tavola! Ma ora vediamo insieme le cause della narcolessia.

Cause e rimedi della narcolessia

Le cause della narcolessia sono sconosciute ma sono stati evidenziati dei fattori importanti. Nei soggetti narcolettici tende ad essere presente in dosi minime un neurotrasmettitore, l’ipocretina.

In più, nel corso di alcune ricerche, si è dedotto infatti che la causa della narcolessia sia proprio la mancanza di alcuni neurotrasmettitori nel cervello.

Sebbene la spiegazione sia molto più dettagliata e scientifica, è stata trovata la causa della minor produzione di ipocretina.

Questo neurotrasmettitore è secreto dall’ipotalamo. Alcuni studi hanno rilevato che la narcolessia sarebbe una risposta autoimmune anomala del nostro organismo che attaccherebbe trib 2 (preposto alla secrezione dell’ipocretina).

È importante chiedersi, infatti, come mai si può presentare questa risposta autoimmune anomala nel nostro organismo.

Secondo gli esperti, le cause di questa risposta autoimmune sarebbero diverse. Forti livelli di stress, infezioni virali o batteriche, genetica, il vaccino contro l’influenza suina e un cambio improvviso di come si dorme.

Un rimedio efficace per la narcolessia non esiste. Questa malattia può essere curata attraverso vari rimedi ma terapie che la facciano scomparire del tutto non sono ancora state studiate.

Alcuni rimedi naturali sono: avere sane abitudini di vita, legate anche al sonno. Anche concedersi il sonnellino pomeridiano può far decrescere l’insorgere di questa malattia.

Tuttavia, sono stati sviluppati e prodotti dei farmaci per la narcolessia. Naturalmente, attraverso vari test diagnostici, sarà cura del neurologo prescriverne il più adatto per il soggetto in questione.

Ma quali sono i test diagnostici per accertarsi che si soffre di narcolessia? E quali medicinali bisogna prendere per curare questo disturbo?

Test diagnostici e rimedi contro la narcolessia

Prima di rivolgersi ad uno specialista e di iniziare con i vari test diagnostici specifici, ci sono altri modi per ricercare la causa degli attacchi di sonno.

Analizzare la storia familiare e badare ai principi attivi di eventuali farmaci che si assumono sono due fattori importanti da prendere in considerazione. Spesso molti principi attivi possono scatenare effetti collaterali tra i quali stanchezza e attacchi di sonno.

Anche la storia della propria famiglia può essere importante per risalire a patologie eventualmente ricollocabili alla malattia del sonno o narcolessia. Tuttavia, anche danni alla cavità orale e nasale può comportare fastidi e causare apnee notturne.

Per quanto riguarda i test diagnostici, uno dei più importanti è la polisonnografia. Attraverso questo test si possono controllare l’attività di cuore, cervello, muscoli, occhi e apparato respiratorio.

Come una struttura a cappello, ci sono altri sotto test da poter fare in caso si sospetti di narcolessia. Ad esempio il test di latenza multipla del sonno e altri ancora che sarà il neurologo a prescrivere, qualora lo ritenesse necessario.

Per quanto riguarda i farmaci, esistono farmaci la narcolessia e per i sintomi che questa malattia comporta. Alcuni sono anche degli antidepressivi, per questo bisogna essere molti cauti nell’utilizzo di tali medicinali.

Il modafinil, l’armodafinil, il metilfenidato, la desamfetamina, il sunosi o il pitolisant sono medicinali che stimolano l’attività del sistema nervoso centrale. Poi ce ne sono altri, come il sodio oxibato e la imipramina per la cura della cataplessia.

Come approcciarsi ai disturbi legati al sonno senza allarmarsi        

Risulta abbastanza difficile non allarmarsi quando non riusciamo a riposare correttamente. Le malattie di cui abbiamo parlato in questo articolo sono abbastanza gravi e legate al sonno. È ovvio che queste malattie rappresentano uno stadio abbastanza grave cui si può arrivare sia improvvisamente che per cattive abitudini.

La malattia del sonno africana è molto grave e i danni a livello neurologico possono essere diversi. Allo stesso modo la narcolessia non è da sottovalutare. Sebbene sia, quest’ultima, poco diffusa, è una malattia che può rivelarsi molto pericolosa proprio perché può essere improvvisa.

Ci può addormentare in ogni dove, senza accorgersene, e magari cascare a terra e farsi male. Ad ogni modo, che sia la mosca tse-tse in Africa o dosi elevati di stress per la malattia del sonno in Italia, bisogna prestare sempre molta attenzione.

La prevenzione è alla base di una vita sana, nonostante gli imprevisti siano sempre dietro l’angolo. Tuttavia, un corretto stile di vita e un monitoraggio costante della nostra salute, possono essere sane abitudine per evitare cattive sorprese.

La narcolessia può essere confusa, ad esempio, con la tipica sonnolenza legata al cambio di stagione. Prima di allarmarci, magari potremmo prendere in considerazione l’utilizzo di integratori energetici e di vitamine.

Se invece constatiamo che la stanchezza non passa, allertiamo il nostro medico che saprà guidarci sul da farsi. Il fai da te spesso funziona ma è preferibile non esagerare!

Per quanto riguarda la mosca tse-tse in Africa, si spera in un costante ridimensionamento di questo fenomeno per evitare il diffondersi della malattia!

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